Concert
Imaginary Landscapes

Author: Gioele Nuzzo
Nationality: Italian
Type of Artwork: Live A/V
Duration:13′
Percussion, electronics and video: Gioele Nuzzo
Concept: A. Ronga
Illustrations: V. Lagreca, Ruggge, G. Nunziato, M. Curlante, G. Ciullo, S. Amanda
Nell’Inferno dantesco due interi canti sono dedicati alla settima bolgia, quella dei ladri.
I ladri, silenziosi e fraudolenti attentatori della proprietà altrui, sono sottoposti a molteplici metamorfosi in serpenti che li privano della loro forma e natura umana e del linguaggio che di quella natura è dono distintivo. Questo avviene non solo attraverso la pura riduzione al silenzio, con la scissione della voce in sibilo, ma attraverso una serie di strategie che producono l’interna corruzione e disarticolazione del linguaggio.
Le metamorfosi subite dai ladri si caratterizzano per fulmineità e indeterminatezza: i dannati non sanno mai quando saranno colpiti e a quale destino metamorfico andranno incontro, rimanendo così in uno stato di costante apprensione e paura. Ne deriva un paesaggio sonoro tra i più caratteristici della cantica, segnato da una continua dialettica tra muta sospensione e grida, tra stasi e concitazione: strappi vocali e gestuali lacerano un clima di incantata e tremante contemplazione. Tutto è corsa, angoscia, perdita di sé e della parola.
I canti dei serpenti propone una traduzione audio-visiva e performativa della bolgia, dei sibili e delle voci che, nell’atto di andare, si dissolvono, si trasformano anch’esse e diventano altro, in un contrappunto di metamorfosi.
Gioele Nuzzo is a tamburello player and performer active in the contemporary scene. His work originates from the tradition of the frame drum, reinterpreted through timbral research that integrates electronics, performative gesture, and a scenic dimension, redefining the role of the folk instrument within a contemporary artistic context.